Le nozze di Muriel

Regia: P. J. Hogan
Cast: Toni Collette (Muriel Heslop), Matt Day, Jeanie Drynan, Pippa Grandison, Rachel Griffiths (Rhonda)

Trama:
La ventenne Muriel Heslop, grassoccia e sciocca, vive in una cittadina australiana, Porpoise spit, col padre Bill, sindaco corrotto, la madre Betty e quattro tra fratelli e sorelle. La giovane, come la madre e i fratelli, è abulica. Interessata solo alle canzoni degli Abba, ha solo un sogno: l'abito bianco da sposa, e per presentarsi al matrimonio di una delle tre amiche ruba addirittura un abito. Quando costoro decidono di andare in vacanza sulla biarriera corallina senza di lei, Muriel, dopo aver avuto dalla madre un assegno in bianco per alcune spese, le raggiunge. Al mare trova Rhonda, ex compagna di classe, con la quale decide di trasferirsi a Sidney, dove trova lavoro e conosce un giovane con cui esce. Durante un'orgetta la vispa Rhonda si sente male: ha un tumore al midollo. Viene operata ma finisce sulla sedia a rotelle. Muriel, che frattanto prova in continuazione abiti da sposa, l'assiste amorevolmente. Poi un annuncio matrimoniale le fa conoscere David, un bel nuotatore sudafricano che vuol naturalizzarsi per vincere le olimpiadi. Per 10.000 dollari la ragazza si sposa, con grande sfarzo, costringendo le amiche a farle da damigelle e riconciliandosi col padre, che però ha lasciato Betty e si presenta con l'amica, Deidre. Rhonda al matrimonio ha una crisi e torna a Porpoise Spit con la madre. Intanto Bill divorzia e Betty si suicida per la disperazione. In un impulso pietoso David ha un rapporto con Muriel, ma lei, stanca di menzogne, lo lascia. Tornata a Porpoise Spit, nel giardino incendiato dalla madre, restituisce parte dei soldi al padre, che la supplica invano di restare, e torna a Sidney prelevando Rhonda, ormai condannata, dopo una ricaduta ed un secondo intervento, alla sedia a rotelle.

Recensione di Francesco Troiano
Piccolo evento (assieme a Priscilla, approdato nelle nostre sale già nella scorsa stagione) della Quinzaine des Réalisateurs di Cannes `94, Le nozze di Muriel si presenta con caratteristiche anomale anche per uno sleeper: opera prima (nei credits si riconosce solo la produttrice e sceneggiatrice, Jocelyn Moorehouse, già regista di "Istantanee"), attori semisconosciuti ed una storia che, a raccontarla, non pare proprio esaltante.
In pratica, si narra di una ragazzotta piena di complessi - trattata alla stregua di una minus habens da una famiglia orribile e da amiche decerebrate quanto vanesie, in un posto sperduto della provincia australiana - che acquista consapevolezza e finanche aggressività trasferendosi a Sydney, grazie ad un'amica generosa e spregiudicata e ad altri eventi che qui non vi anticiperemo.
Perché, allora, il film funziona (e perchè, se un regista italiano al suo debutto racconta la storia di una ragazza grassa vien fuori un qualsiasi Faccione, e non una cosa del genere? Lasciamo perdere...)?
Probabilmente perché, all'interno dello schema sempreverde della commedia più o meno sofisticata (e mai volgare, mai indulgente alle scorciatoie del volgare od alle trappole del corrivo), si fa strada un tono da racconto morale virato verso i lidi d'un garbato anarchismo antiborghese, che nobilita la materia e facilita l'identificazione di platee anche sofisticate. Abile nel colorare di laccato iperrealismo l'universo mostruoso messo in scena, Le nozze di Muriel perde qualche colpo nella seconda parte, troppo indulgente ad un patetismo che sfiora il mélo; ma chiude in bellezza, e s'impone per la sua travolgente carica di simpatia.

Recensione di Paolo Mereghetti - Sette (Corriere della Sera)
Irruente come il personaggio principale del suo film, l'esordio di P.J. Hogan ha un'energia ed un'esuberanza che non possono che lasciare ammirati. Sovrappeso e un po' invadente come la Muriel che aspira con tutte le sue forze al matrimonio, il film mescola commedia e melodramma senza preoccuparsi molto della coerenza e dello stile, ma piuttosto puntando tutte le sue carte sulla forza della sua contagiosa vitalità... La storia in sé non è certo nuova (una specie di brutto anatroccolo grasso e sgraziato si prende una sonora rivincita sulle amiche che la disprezzavano sposando un superfusto, salvo poi mandare tutto a carte e quarantotto quando scopre sulla propria pelle che non era il velo bianco la cosa che le importava davvero), ma c'è nel film un'irriverenza, una cattiveria, una capacità di ironizzare su tutto e su tutti che lascia stupiti. E il modo in cui Muriel attraversa la società australiana, con la malagrazia di un elefante in una cristalliera, ma senza provare il minimo senso di colpa perché il mondo è fornito di ancor meno grazia di lei, (...) è una storia che a volte è bello sentirsi raccontare

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Le Nozze di Muriel - 93' - Eagle Pictures - Dolby Digital 5.1 - € 14,99


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