Il diario di Bridget Jones

Anno: 2001
Durata: 97'
Regia: Sharon Maguire
Sito ufficiale: www.miramax.com/bridgetjonesdiary
Cast:
Renée Zellweger
Hugh Grant
Colin Firth
Jim Broadbent

Trama:
Arrivata a 32 anni, Bridget Jones è una 'single' e i suoi obiettivi, dimagrire e trovare il vero amore, le appaiono irraggiungibili. All'inizio dell'anno Bridget decide di scrivere un diario. Mentre i suoi amici Jude, Sharon e Tom le danno consigli del tutto impraticabili, Bridget si trova divisa tra due uomini: Daniel Cleaver, il suo capoufficio, affascinante ma pericoloso; e Mark Darcy, amico di famiglia, avvocato di sucesso ma poco interessante e difficile al dialogo. Una sera Daniel e Bridget vanno a cena insieme e poi finiscono a casa di lui. Lei sembra contenta, e lo è ancora di più, quando poco dopo trascorrono insieme un week-end fuori Londra, partecipando ad una festa in maschera organizzata dai genitori di Bridget. Daniel però rientra da solo in città, con la scusa di doversi preparare per una riunione del giorno dopo. La mattina Bridget va da lui, e scopre che in casa c'è Lara, una collega della sede americana. Andata via furiosa, Bridget lascia poi anche il lavoro, e va in una televisione privata. Ad una festa, Bridget incontra Mark, il quale alla fine le dice che lei gli piace...proprio così com'è. Ma qualcosa arriva sempre ad interrompere gli accenni di dialogo tra i due. Dopo momenti di imbarazzo tra Mark e Daniel, presentatisi entrambi alla festa di compleanno di lei, a Natale a casa dei Darcy il padre annuncia che Mark andrà a lavorare in America e si sposerà. Bridget protesta e scappa. Giorni dopo, mentre sta per partire con gli amici, Bridget si vede di fronte Mark: è tornato per stare con lei. Anche l'ultimo equivoco relativo alle frasi del diario viene superato. Mark e Bridget si abbracciano con passione.

Recensione di Alberto Cassani (cilefile.biz)
Nata per le pagine del quotidiano inglese "The Independent", Bridget Jones è stata il simbolo della ritrovata fiducia in se stesse delle bruttine insicure di tutta la Gran Bretagna. Quando Helen Fielding pubblicò il romanzo che raccoglieva le avventure della sua creatura, il libro balzò in testa alle classifiche di vendita di tutto il mondo.
Bridget Jones è una trentaduenne londinese che lavora come in una casa editrice di poco conto. Single per scelta (degli uomini), Bridget si propone di smettere di fumare, di perdere peso e soprattutto di non innamorarsi del proprio capo. Ovviamente finisce per fare tutto il contrario, anche se i suoi genitori vorrebbero vederla sistemata con Mark Darcy, un avvocato amico di famiglia che però a lei sta antipatico.
Prodotto dalla Miramax ma curiosamente distribuito dalla Universal (la Miramax è di proprietà della Disney), il film cede qualcosa all'aspetto commerciale del cinema ma mantiene la vena comica tipica della terra d'Albione. Se pensate che "Bridget Jones's Diary" sia l'ennesimo prodotto fatto con lo stampino da Hollywood vi sbagliate: in realtà sembra non avere il coraggio di distaccarsi da altre commedie inglesi di successo, come "Quattro matrimoni e un fumerale" o "Notting Hill". Curioso che anche qui ci sia Hugh Grant... Il difetto principale del film, comunque, è il fatto di concentrarsi esageratamente sul triangolo amoroso piuttosto che su quelle che sono veramente le nevrosi tipiche dei single, anche se in verità la pellicola non diventa mai troppo zuccherosa (tranne che nel finale, che Paola Jacobbi su "Ciak" ha giustamente definito "degno di Meg Ryan") ed è anzi spessissimo divertente. La sceneggiatura, scritta dalla stessa Fielding insieme ad Andrew Davies e Richard Curtis, mette in scena situazioni molto esagerate, che proprio in virtù di questa loro esagerazione fanno ridere (non solo sorridere) ma non danno modo allo spettatore di pensare "oddio, sono così anch'io". L'idea di mantenere la presenza del diario, con la voce fuori campo e attraverso l'uso di sovrimpressioni, funziona benissimo nel sottolineare le diverse situazioni e, soprattutto, le contraddizioni di cui la protagonista è fatta.
Renée Zellweger ("Jerry Maguire" prima di "Io, me e Irene") è visivamente perfetta nel ruolo della protagonista. A prescindere dai chili che ha dovuto prendere per entrare nel personaggio, l'ex di Jim Carrey ha il viso giusto per un personaggio simile, decisamente più azzeccata dell'altra attrice presa in considerazione per il ruolo: Kate Winslet. Sarei curioso di vedere il film in lingua originale, per vedere come recita in inglese d'Inghilterra lei che è Texana di Katy. Al suo fianco Hugh Grant si dimostra ancora una volta un caratterista più che un attore, riempiendo la sua recitazione di molte smorfie ma poche espressioni. Colin Firth è la persona giusta per il ruolo dell'avvocato di successo che non riesce a dir di no alla mamma quando gli regala un orrido maglione con una renna natalizia disegnata sopra. Gli altri, attori e personaggi, sono solo di contorno in un film in cui la tecnica e l'originalità cinematografica contano pochissimo rispetto al funzionamento comico del film. E da questo punto di vista il film funziona alla grande.

Intervista a Renee Zellweger
di Alessandro De Simone (35mmm.it) - 23 Ottobre 2001

Come ci si sente a parlare di Bridget Jones fuori dal set?
Continua ad essere una cosa molto interessante, più ne parlo e più scopro e ricordo cose, guardandole con una prospettiva completamente diversa. In qualche modo è un'esperienza simile alla realizzazione.

Hugh Grant ha dichiarato che andrebbe a letto con una come Bridget Jones solo se sbronzo.
Direi che è tipico di Hugh, battute dissacranti che gli danno la possibilità di non esporsi in prima persona.

A chi si è ispirata per interpretare Bridget Jones?
In realtà il personaggio è talmente ben sviluppato nel libro che non c'è stato bisogno di pensare a un esempio da seguire. In realtà mi sarebbe piaciuto fare degli sforzi per essere Bridget, ma Helen Fielding ha avuto il grande merito di rappresentare le sfide quotidiane. Questo è stato il segreto del suo successo, anche perchè è una cosa comune a tutti, non solo per le donne.

E' stato difficile ingrassare per la parte?
E' stato un processo in evoluzione da gennaio ad agosto, quindi non è stata così dura. Lo scopo era comunque quello di legittimare la rappresentazione del personaggio di Bridget nel modo in cui io lo immaginavo e che nello stesso tempo corrispondesse al suo stile di vita, completamente diverso dal mio.

Anche il lavoro sull'accento è stato meticoloso.
Ho preso lezioni, ma andando avanti mi sono abituata e tutto è stato molto più semplice. Anche questo, comunque, ha fatto parte del processo necessario per entrare nel personaggio, come il lavorare per qualche tempo in una vera casa editrice.

Com'è stato vivere a Londra?
Bellissimo, soprattutto per la possibilità di poter vivere a contatto con una cultura ed una mentalità completamente nuova per me. Adesso per me è come tornare a casa ogni volta che vado a Londra.

Bridget Jones ha quindi cambiato la sua vita?
Professionalmente non credo. Si è trattato soprattutto di un'esperienza di apprendimento e crescita. Capire cosa vuol dire essere un outsider mi ha fatto rivedere molte cose sul mio modo di essere e di pensare. Poi non è stato facile riprendere le proprie abitudini, anche quelle alimentari, perchè ero entrata in un ordine di idee completamente nuovo, anche essere lontani dalla propria cultura fisica è una cosa che ti fa comunque riflettere.

Come sono stati i rapporti con Helen Fielding, la creatrice di Bridget Jones?
L'ho conosciuta circa a metà delle riprese, ma lei era certamente più interessata a passare il suo tempo con Hugh e Colin. A parte gli scherzi, comunque, è una persona davvero fantastica.

E il futuro cosa le riserva? Ho da poco finito di girare "White Oleander" con Michelle Pfeiffer e Alison Lohman, una giovane attrice di grande talento. Io ci ho lavorato solo per due settimane e una parte minore, ma è un film che molto amato girare, anche perchè è un ritorno al dramma che desideravo da tanto. Poi presto sarò sul set di "Chicago", tratto dal musical di Broadway e questa è una sfida che mi attrae molto perchè mi potrò misurare con un nuovo linguaggio, quello della danza. E' proprio questo che mi stimola nel mio lavoro, fare ogni volta cose nuove.

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Il diario di Bridget Jones - 87' - Columbia Pictures - Dolby Digital 5.1 - € 26,99 (La sezione EXTRA è interessante, con 2 videoclip, un lungo making of e ben 8 scene eliminate).

Il diario di Bridget Jones - Sonzogno - Helen Fielding - Tradotto da O. Crosio - € 12,50

Bridget's Jones diary film - Helen Fielding - Messaggerie internazionali - LINGUA INGLESE - € 10,85


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