| Paolo Villaggio ha sempre avuto il desiderio di fare l'attore: quando era piccolo insieme al fratello andava per le strade travestito da suonatore lituano suonando il piffero ed un violino senza corde. Il personaggio di Fantozzi nasce da un incontro con Maurizio Costanzo nel 1967 che lo invita ad esibirsi in un piccolo cabaret romano. Viene subito notato da Giovanni Salvi che lo scrittura immediatamente nel varieta' Quelli della domenica dove inizia con i due personaggi Professor Kranz e Giandomenico Fracchia, ma soprattutto il personaggio di Fantozzi che lo rendera' famoso. Il suo successo inizia anche con alcuni volumetti (vedi la sezione libri in basso alla pagina) e sul grande schermo nel 1975 col film FantozziFantozzi è la figura dell’impiegato servile, impacciato, fisicamente tozzo e aggraziato, vestito in modo improbabile (con pantaloni ascellari e un orribile basco in testa), terrorizzato dai superiori, complessato, timido, vittima naturale dei mass media e del consumismo, sfortunato con le donne, tragicamente incapace di adeguarsi ai modelli sociali che mitizza quotidianamente. E' nata così una nuova maschera, che si distacca completamente dalla tradizione nazionale, aggiornandola e caricandola di tutte le valenze negative di un’Italia che vuole stordirsi con il proprio raggiunto benessere. La saga cinematografica è destinata a lunga vita con oltre dieci episodi che vedono il nostro via via sempre più disastrato, quindi invecchiato, pensionato, deceduto, resuscitato e perfino clonato in Fantozzi 2000 - La clonazione (1999). Oltre a personaggi comici, Villaggio interpreta anche cinema d'autore e teatro. Nel 1990 è diretto da Federico Fellini nel suo ultimo film, La voce della luna, grazie al quale l’attore riesce a toccare le profondità di un personaggio di surreale infelicità, e grazie al quale si aggiudica il premio David di Donatello. Nel 1993 è il colonnello Procolo nel Il segreto del bosco vecchio di Ermanno Olmi, per il quale ottiene il Nastro d'argento. Nel 1992 Lina Wertmüller lo dirige nel ruolo di un maestro nel film Io speriamo che me la cavo, e nel 1994 lavora con Mario Monicelli in Cari fottutissimi amici. Intanto debutta in teatro sotto la regia di Giorgio Strehler in un ottimo allestimento de L’avaro di Molière, nel quale si cala magistralmente nel ruolo dell’avido A rpagone. Nel 1992 riceve un Leone d'oro alla carriera alla Mostra Cinematografica di Venezia. Nel 2000 fornisce una delle sue prove più convincenti interpretando la figura del sadico odontotecnico in Denti di Gabriele Salvatores. |
Sono incazzato come una belva
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7 grammi in 70 anni
Colazione: un pinolo masticato 300 volte. Oppure: nulla. Così a pranzo e a cena. Unica concessione, una brocca di plastica di 10 litri di acqua di rubinetto. Questa è solo una delle diete proposte a Paolo Villaggio in anni passati nel tentativo di dimagrire. Con il consueto gusto dell'iperbole e del paradosso, il comico genovese raccoglie come in un diario di bordo le sue peregrinazioni di obeso da quando, all'età di cinquantadue anni, è diventato bulimico ed è iniziata la sua estenuante via crucis fra cliniche, centri di benessere e istituti. Tra Italia, Europa, Cina, Corea, un frenetico giro del mondo tra pillole abbattipeso, digiuni affamanti e tragicomiche, liberatorie abbuffate.
Paolo Villaggio, come dice il titolo del tuo libro sei riuscito a dimagrire “7 grammi in 70 anni”?
Le hai provate tutte le diete?
Ma è stata sempre una tragedia?
Ma il problema non è più semplice? Che lei mangia ancora come una bestia?
Triste futuro per noi, dottor Villaggio!
Il sottotitolo è “Le disavventure di un poveruomo che da 70 anni cerca di dimagrire con esiti catastrofici”.
E il futuro se lo immagina sempre con la stessa ‘panza’?
Paolo Villaggio è stato ‘sconfitto’ da tutte le diete?
Qual è il piatto di fronte al quale proprio non resiste?
Intervista di Vincenzo Mollica tratta dal suo sito web
Sì, intorno ai sei grammi e mezzo.Le ho tentate tutte. Questo “7 grammi in 70 anni” è un libro che
immagino di successo perché coinvolge ormai il 30% della popolazione italiana e il 60% della
popolazione americana… siamo tutti sovranutriti. Basta guardare la televisione!
I bambini – poveracci – sono inchiodati di fronte al televisore, non si
muovono più e continuano a ricevere questi messaggi. O comprano le automobili
(ma non hanno i soldi) o dei telefonini (ma non hanno i soldi) oppure
devono mangiare merende e merendine… e mangia, mangia, mangia e poi si riducono così.
E’ la verità: in questo libro ne ho provate almeno una trentina, ma di quelle importanti.
Sono stato al ‘Canyon Ranch’ in Arizona…
Una tragedia è poco, perché si dimagrisce di pochi grammi in una settimana e poi, quando
smetti e rientri a casa tua, i 7 grammi te li conquisti in poche ore. Sì, sempre
una tragedia! E io sconsiglio nel modo più assoluto di tentare delle diete. Con questo
non voglio dire che per perdere dei chili dovete tagliarvi una gamba; vi consiglio
di fare degli sforzi lentissimi per capire qual è il momento in cui uno esagera
nel mangiare. In genere gli obesi – anche lei – hanno dei momenti drammatici: i picchi di fame.
Più che fame è la ritualità di scendere, andare in cucina a preparare qualcosa
e, poi, quello che ti prepari fa così schifo che non lo mangi, però continua questo
rapporto ossessivo con il cibo. Basta individuarlo, fare un diario di quali
sono i momenti più difficili, con l’orario; in quei momenti bisogna cercare o di
farsi aiutare dalla moglie o… che so…
Il problema non è che io mangio come una bestia, caro Vincenzo Mollica – e lei come tutti gli
obesi lo sa benissimo – noi continuiamo ad avere un rapporto sbagliato con il
cibo, cioè – gerarchicamente – il cibo è al primo posto, poi il successo, poi la
sensualità , poi il successo mondano, poi la famiglia… Voi capite che bisognerebbe
cercare di rimettere al giusto posto il rapporto con il cibo. C’è una vera e autentica
malattia, che si chiama bulimia.
Io, se faccio un viaggio, non giro con la guida – per esempio – dei monumenti di Madrid, ma
dei ristoranti di Madrid, dei locali dove a Madrid si compra il miglior prosciutto del mondo...
in Danimarca c’è il famosissimo salmone con le aringhe. Praticamente si gira il mondo
pensando ai posti dove si va a mangiare. Io spero che ci sarà una legge, una legge molto
severa, non solo contro le droghe pesanti, ma anche contro i cibi. Per esempio, impedire
alla televisione di fare pubblicità ai cibi ripugnanti e anche molto dannosi, ma
soprattutto mettere di fronte a certi ristoranti delle bilance e dei bastonatori
che danno una serie di bastonate in pubblico. Una punizione esemplare! E poi cacciarlo!
Sì, però sarebbe anche una salvazione! Io sto pensando di scrivere una storia di
fantascienza, che è la storia di un disgraziato – che potrebbe essere anche lei e
io vorrei chiamarlo Vincenzo – che vive nelle catacombe, che ha appuntamenti con gli
spacciatori di supplì, che spende cifre gigantesche per della focaccia ripugnante con
dentro della mortadella!
Zero! Sì ma non sono solo. Io direi che è la malattia di questo secolo e di questa tragedia
si parla poco, nel senso che i governi non intervengono per salvaguardare la salute dei
cittadini. Perché i cittadini grassi, obesi, si ammalano facilmente, quindi c’è un danno sociale gigantesco. Bisognerebbe obbligare tutti i cittadini a venire a una specie di ‘pesa pubblica’ e, appena superano un determinato peso, vanno internati e messi ‘ai ferri’. Bisogna impedire la ‘tragedia del cibo’, ci vogliono leggi severe.
Purtroppo sì, anche se ogni tanto sogno di essere magro, perché io sono stato magro. Ci sono degli obesi malati dalla nascita, ma io ho un’altra malattia, sono uno che è diventato obeso. Sogno di poter rifare le nuotate che facevo fino a 50 anni; allora potevo andare in bicicletta, fare 42 chilometri, scendere fino in Austria; poi facevo lo sci di fondo; poi andavo in barca; e poi saltellavo. Ero una persona abbastanza felice. Pensate che anche l’attività sessuale in certe condizioni… con una pancia così puoi uccidere la partner. Oppure, dormire: da giovane dormivo come tutti a pancia in giù, adesso se dormo a pancia in giù divento una specie di bascula… se mi abbassano i piedi, vado su con la nuca e tocco il lampadario! Si dorme veramente male! Io potrei dormire o in piedi o in macchina, in macchina si dorme proprio bene ma io non posso ogni notte salutare la famiglia e dire “Signori, vado in macchina”. Mi sembra una cosa umiliante!
Ma non ‘sconfitto’! Fatto fuori, sbranato, una cosa terribile! Poi, queste cliniche delle diete sono in mano a dei farabutti totali. Per prima cosa ti chiedono la carta di credito per prendere l’impronta. “E’ la regola! Non si preoccupi del prezzo, avrà una bella struttura!” In particolare, il ‘Canyon Ranch’ in Arizona si prende 20mila dollari a settimana e ti mette in certi strani gruppi d’ascolto. Gli americani hanno questa mania di creare gruppi e mi hanno messo con quattro massaie americane, di cui una pesava – non scherzo – 240 chili! Pensate che per farla viaggiare il marito aveva affittato uno di quei camioncini con cui si attraversa il deserto. Quando l’ho conosciuta io, lei poteva fare solo un po’ di ginnastica in una piscina come gli ippopotami. Io credo che non ce l’abbia fatta a dimagrire, ma purtroppo non ce l’ho fatta neppure io. Moltissimi non ce la fanno. Poi ci sono quei ‘casi limite’ di gente che perde 40 chili… si dice, ma non è vero. Credetemi, chi perde 40 chili poi – in sei mesi in cui si lascia andare – li recupera.
Spaghetti al pomodoro, oppure spaghetti cacio e pepe e a volte anche la pizza napoletana. Non c’è niente da fare: io adesso non faccio più sogni erotici, ma sogno di dormire abbracciato a una pizza napoletana.
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Filmografia

Il Ragioner Ugo Fantozzi nasce ufficialmente nel 1968, durante la trasmissione televisiva "Quelli della domenica", dove Paolo Villaggio presenta, oltre all'aggressivo dottor Kranz e all'ipocrita Giandomenico Fracchia, il personaggio di un ragioniere che raccontava le sue disastrose domeniche da impiegato: Fantocci (chiamato così perchè era "fatto di stracci"). Trasformato ben presto in Fantozzi, diventa il protagonista di una serie di brevi racconti pubblicati da Villaggio sul settimanale "Europeo": "Fantozzi - scrive Villaggio - non ha talento. E lo sa. Non si batte per vincere nè per perdere ma per sopravvivere. E questo gli permette di essere indistruttibile. La gente lo vede, ci si riconosce, ne ride, si sente meglio e continua a comportarsi come Fantozzi". Nel 1971 la Rizzoli raccoglie tutti gli scritti di Villaggio nel libro "Fantozzi" (che tira oltre un milione di copie) dove appaiono anche i compagni di disavventure del ragionier Ugo, che lo accompagneranno negli anni: la mitica moglie "signora Pina", la mostruosa figlia Mariangela, il collega ragionier Filini, la collega Silvani, eterna signorina ed eterna fiamma del timido Fantozzi, il capoufficio tirapiedi Calboni. Villaggio inventa un nuovo tipo di comicità, basata sull'iperbole e sul paradosso, grazie ai quali "gioca a far esplodere il banale punk quotidiano in quadretti di un cattivo gusto iperreale e tragicomico". Nasce così una nuova maschera in cui diverse esperienze letterarie (il travet francese, la lezione russa di Gogol e Cechov) e cinematografiche (la scuola di Tex Avery, le invenzioni surreali di Frank Tashlinsi commistionano vicendevolmente), ma che si distacca dalla tradizione nazionale, aggiornandola e caricandola di tutte le valenze negative di un'Italia che vuole stordirsi con il proprio raggiunto benessere. Nonostante una netta predilezione per la comicità visiva su quella verbale (Fantozzi parla poco e quando lo fa usa la terza persona) Villaggio ha saputo inventato un lessico particolarissimo, dove le astruserie burocratiche diventono esperienza letteraria e mistica. Ben presto, gli Italiani adottano queste nuove forme di espressione ecominciano loro stesse a usarle quotidianamente ("megagalattico", "grand.uff.cav.lup.mann.", "salivazione azzerata", "spigato siberiano", "occhi pallati", "mi ripeta la domanda", "ma se ne vadi", "com'è umano lei"). Al cinema Fantozzi debutta nel 1975, col film omonimo, diretto da Luciano Salce e sceneggiato da Leo Benvenuti, Piero De Bernardi, e dallo stesso Villaggio: impacciato fino al catastrofico, fisicamente tozzo e sgraziato, vestito in modo improbabile (con pantaloni ascellari e un orribile basco in testa) Fantozzi piomba nelle situazioni e negli ambienti come una "contraddizione commovente ed esplosiva", il cui effetto comico nasce dall'immediato contrasto tra una serie di regole e comportamenti perfettamente codificati e l'incapacità congenita del personaggio di adeguarvisi o di rispettarli. La moglie Pina in questa prima pellicola è interpretata da Liù Bosisio, in seguito da Milena Vukotic. Il successo del film (circa sei miliardi d'incasso, circa 8 mesi in prima visione a Roma) convinse la Rizzoli film a produrre un seguito, "Il secondo tragico Fantozzi" (stessi regista e sceneggiatori), dove fu inserita quella che doveva diventare la frase più famosa di tutta la carriera di Fantozzi (Per me la Corazzata Potemkin è una cagata pazzesca!) disperato grido di ribellione di un impiegato costretto a vedere per l'ennesima volta il film di Ejzenstein al cineforum aziendale e subito diventata la frase simbolo di chi si ribellava ai valori sclerotizzati imposti da una cultura ferma al passato. Messo nel dimenticatoio per qualche anno, Fantozzi è tornato prepotentemente alla riscossa, con il terzo episodio, "Fantozzi contro tutti", nel 1980. Questo è l'ultimo episodio ancora degno di nota, dopo il quale si installa il meccanismo piu' tipico dell'industria culturale, quello della produzione massiva di un format. I "Fantozzi" che seguiranno nei successivi 20 anni saranno soltanto dei cloni vacui dei primi mitici film. Il "testo" Fantozzi non può più esistere, perché non è supportato dal "contesto", sia sociale che culturale. Ne rimane una macchietta svilita.
Fantozzi forse e' l'unico personaggio innovativo del cinema degli anni 80. Un simile personaggio
e' presente nei fumetti di Walt Disney con la figura di Paperino: un personaggio che nonostante
tutti i suoi sforzi risulta sempre un perdente, contro cui si scagliano tutte le leggi
della fisica (a partire dalla poltrona del direttore), incapace di ribellarsi ai suoi superiori, vittima del
consumismo, della pubblicita', capace solo di imporre ordini alla moglie.
dal dizionario del cinema italiano
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Paolo Villaggio ha prodotto nel 2002 un film per il pubblico tedesco: Heidi. In questo film interpreta il ruolo del vecchio dell'Alpe.
Maggiori informazioni (in tedesco) all'interno del sito del film: www.heidi-film.de
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Fantozzi contro tutti | Non si capisce perché al mondo ci sono persone come il tragico ragionier Fantozzi. Fantozzi per i colleghi e Pupazzi per i superiori, "merdaccia" per i vicini di casa. Fantozzi è così sfortunato che forse serve da parafulmine per i nostri guai, per questo è simpatico. E il più brutto, il più grasso, il più mediocre, il più bugiardo, il più vigliacco di tutti. Ha una moglie che ha i capelli color topo e l'alito come una fogna di Calcutta nella stagione monsonica. La figlia è un mostro e Filini, il suo compagno di cella alla Megaditta, quasi cieco, la crede una scimmia scappata dal circo Bush e Glieck. |
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Il secondo tragico libro di Fantozzi | Il tragico ragionier Fantozzi Ugo, creato nel 1968 durante la trasmissione televisiva "Quelli della domenica", è il protagonista di vari libri scritti da Paolo Villaggio: servile e vischioso con i superiori, il ragionier Ugo si trasforma però in una belva umana, in un autentico tirannosauro in casa. Consuma la sua vita miserabile in una tragica cella della Megaditta, schifato da tutti; oppure a casa inchiodato davanti alla tv. La prima edizione di questo libro è stata pubblicata nel 1974. |
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Vita, morte e miracoli di un pezzo di merda | "Sono le tre del mattino nella mia casa bianca sul mare, alle Bocche di Bonifacio, in Corsica. E una magnifica notte senza luna." Inizia così "Vita, morte e miracoli di un pezzo di merda", il libro in cui Paolo Villaggio ripercorre la sua vita, i suoi successi televisivi e cinematografici: dai tempi in cui era animatore sulle navi della Costa Crociere, con compagni di viaggio come Fabrizio De André, il poeta alla chitarra, e Silvio Berlusconi, il pianista, fino alla creazione di Fantozzi, ai libri tradotti in Francia, Sudamerica e Russia, ai film di successo, alle collaborazioni con Fellini, Monicelli, Olmi e Lina Wertmüller. |
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Fantozzi | "In fondo, a Fantozzi, la signorina Silvani, che lavorava su in contabilità, piaceva abbastanza. Non era certo una bellezza, anzi a voler essere un po' severi era un 'mostrino' di gamba corta all'italiana, denti da coniglietto e capelli tinti, ma certo più viva di sua moglie signora Pina, della quale lui odiava la rassegnazione nel subire il loro tragico ménage matrimoniale senza speranze, ma soprattutto più giovane." Inizia così il racconto crudele delle vicende del ragionier Fantozzi, il personaggio creato da Paolo Villaggio nel 1968 durante la trasmissione televisiva "Quelli della domenica", diventato protagonista di vari libri e, grazie alla trasposizione cinematografica, uno dei personaggi più amati dagli italiani. |
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Fantozzi saluta e se ne va | |
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Gli fantasmi | Dopo una vita passata a osservare e ritrarre con occhio ferocemente sarcastico i vivi, Paolo Villaggio si misura stavolta col mondo delle presenze incorporee, delle apparizioni, degli spiriti. Il nostro paese, impegnato in una brulicante vita di superficie e perennemente inondato dal sole non sembrerebbe essere il luogo più adatto al manifestarsi di oscure presenze e mostruosi ectoplasmi che terrorizzano gli umani con la complicità del buio. In effetti, in Italia, le apparizioni hanno tutt'altra consistenza: si confondono con i vivi, hanno le loro facce sgualcite e conducono la stessa esistenza precaria. Sono cialtroni, disperati, poveracci, ma hanno ancora voglia di prenderci in giro. Dante è ancora lì, su quella scalinata, che piange inconsolabile per il rifiuto di Beatrice, una macchina da scrivere posseduta dallo spirito di un vecchio fascista continua a scrivere editoriali di destra, Nenni e Togliatti festeggiano la Liberazione con una cena a base di bambini bolliti, i monumenti della Torino sabauda cominciano a vagare per la città, i Mori di Venezia giustiziano vendicativi scettici turisti altoatesini, e la Madonna di Loreto sbaglia direzione e appare nella stanza del Soviet Supremo, al Cremlino. |