Francesco Storace

Nato a Cassino (Fr), il 25 gennaio 1959

Francesco Storace nasce politicamente nelle organizzazioni giovanili del Movimento Sociale Italiano. Negli anni Settanta è uno dei leader del Fuan, l’associazione degli universitari missini. Giornalista professionista, lavora per anni al Secolo d’Italia, l’organo del partito.
Quando Gianfranco Fini diventa segretario, Storace è capo ufficio stampa. Cattolico praticante, un carattere sanguigno e poco incline a compromessi, incarna l’anima sociale della destra. E’ lontano dall’ala "movimentista" di Pino Rauti, ma anche dallo stile aggressivo di Teodoro Buontempo. Partecipa con convinzione alla trasformazione dell'Msi in Alleanza Nazionale al Congresso di Fiuggi del gennaio 1995.
Eletto alla Camera per il Polo nel collegio Aurelio-Balduina a Roma, diventa presidente della Commissione di Vigilanza Rai. E’ in questa veste che si procura il soprannome di "epurator" per i suoi attacchi ai dirigenti dell’azienda sospettati di essere faziosi. In seguito fa parte anche della Commissione Cultura e della Commissione Antimafia. Come presidente della federazione romana di An, è il principale sostenitore della candidatura di Silvano Moffa alla provincia nel 1998. La vittoria del "suo" candidato contro Pasqualina Napoletano segna l’inizio della riscossa del centrodestra nel Lazio.
Due anni dopo (16 aprile 2000)è lo stesso Storace a vincere le regionali contro Piero Badaloni. Un sucesso eccezionale per differenza di voti (circa 200 mila), per quantità di voti ricevuti (quasi un milion e mezzo), per preferenze personali (centomila in più rispetto alla coalizione politica che lo sosteneva) ma soprattutto per capacità di "recupero": i sondaggi all'inizio della campagna davano Badaloni vincente con un margine di quasi il 30 per cento di voti. Una volta eletto “governatore” del Lazio, Storace presta grande attenzione alla comunicazione, affidando la "promozione" del suo governo ad un team di esperti che già lo avevano aiutato durante la campagna elettorale. Cambia anche il suo soprannome: da "epuretor" a "moderetor".
Storace ama anche cambiare spesso look, facendosi crescere la barba e alternando la montatura degli occhiali. In occasione del World Gay Pride 2000 si schiera contro la manifestazione di Roma. Tifoso giallorosso, ama polemizzare con la moglie di Fini, supporter laziale.


Luciano De Crescenzo:
Socrate, pure essendo l’anagramma preciso di Storace, in materia di omosessualità la pensava in modo del tutto diverso dall’attuale presidente della Regione Lazio.

Dalla Biografia "confidenziale" di un Presidente (Antonello Capurso)
Peso forma? No, grazie. Francesco Storace pesa, attualmente, novanta chili, un traguardo lusinghiero visto che “tanto non sono mica obbligato a fare il modello”. Inoltre, l’onorevole precisa: “Il mio peso forma non esiste, infatti già appena nato ero un bell’abbacchio di cinque chili. E poi mi piace la buona cucina e, se sono invitato da qualcuno, mi fa piacere trovare riso e pesce, oppure, magari, la bistecca alla fiorentina, che rimpiango sempre. Però ho qualche invidia e, infatti, l’unica cosa non cristiana che sogno è la reincarnazione in un mondo in cui faccia ingrassare la lattuga: così io mi posso mangiare senza complessi i bucatini. In ogni caso ora ho perso venticinque chili, e sono a novanta, dai centoquindici cui ero arrivato. Tutto merito di un Porta a Porta sulla giustizia, cui partecipai con Oliviero Diliberto: mi rividi in televisione e il confronto non era sostenibile, così decisi di dimagrire”.



Le dimissioni di Storace da Alleanza Nazionale

Dal sito web di Repubblica (2 Ottobre 2003) :

La tensione sempre meno sotterranea che da tempo circola dentro Alleanza nazionale esplode fragorosamente. Ci pensa il governatore del Lazio Francesco Storace a far venire allo scoperto una volta per tutte i termini della questione dimettendosi dall'esecutivo del partito. E attaccando con parole pesanti Silvio Berlusconi. "Io non vado - ha detto - ad assumere una iniziativa di opposizione a Fini, io voglio stare nel mio cantuccio regionale, faccio il presidente della Regione finché il grande oligarca ce lo consente...".
Per un attimo tutti pensano che il termine oligarca sia riferito a Fini. Ma sarà lo stesso Storace a chiarire poco dopo: "Ho pronunciato la parola oligarca davanti ai giornalisti, ma, come è facilmente comprensibile, non era riferita a Gianfranco Fini". E quindi era riferita a Silvio Berlusconi con il quale la destra sociale ha ormai un conto aperto. Un conto che si allarga alla frangia di partito accusata di essere troppo appiattita sulle posizioni del presidente del Consiglio.
Tutto questo poco prima della decisione di dimettersi. Decisione che era già nell'aria. Il presidente della Regione Lazio in mattinata aveva annunciato di "stare ragionando" su eventuali dimissioni dall'esecutivo di An. "Ieri sera - aveva detto - ho confidato ad alcuni amici questa mia intenzione. Ora ci sto ragionando, perché tutto voglio fare tranne che danneggiare An. I motivi li comunicherò eventualmente con una lettera Fini".
E nella lettera Storace scrive: "Ti prego di accogliere le mie dimissioni dall'esecutivo politico del partito dove rischieremmo di doverci impegnare a fondo nel discutere cose su cui mi sembra la pensiamo in maniera assolutamente opposta. Prendila come l'ennesimo gesto di affetto e di amicizia nei tuoi confronti".
Nel corso della mattinata - mentre alla Camera infuriava il dibattito sull'approvazione del disegno di legge Gasparri sul riordino del sistema radiotelevisivo - Storace aveva chiarito meglio il suo pensiero: "Non ha molta importanza che io stia nell'esecutivo politico, posso assicurarvi che non importa niente a nessuno. Siccome non mi va di litigare con Fini, e dire le cose che penso mi porterebbero a litigare con lui io faccio il presidente della Regione e lui il capo del partito". Infine, a chi gli chiedeva quale è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, Storace ha risposto: "E' stato un temporale".
Il temporale si può dire che sia incominciato alle ultime elezioni amministrative quando fu lo stesso Storace a puntare il dito contro lo sbilanciamento della Casa delle libertà verso la Lega a danno di An con il conseguente risultato negativo alle urne.
Ma con il passare del tempo si sono aggiunte nuove occasioni di tensione. Nell'ultimo periodo il malumore nell'ala sociale del partito, di cui Storace è membro di spicco, è cresciuto di pari passo con la stesura della Finanziaria. Troppo sbilanciata verso le imprese (ancora premiato il Nord, bacino elettorale leghista) e poco verso Mezzogiorno e famiglie.
Così, dopo ripetuti ultimatum, ecco arrivare i primi screzi. Ieri un gruppo di franchi tiratori ha approvato un emendamento di Rifondazione comunista al disegno di legge Gasparri facendone slittare l'approvazione. La disciplina di partito non ha retto di fronte al bisogno di lanciare un segnale al governo e soprattutto al ministro e collega Gasparri.
E il vicepresidente del Consiglio Fini? "So che non mi crederete, ma proprio non ne so nulla", ha detto ai giornalisti che lo interrogavano prima che le dimissioni di Storace diventassero ufficiali. "Del resto - ha aggiunto - non è che uno si possa occupare di tutto...".
Ma se il partito si lacera sulla questione Storace, manda all'esterno un segnale di unità eleggendo all'unanimità il nuovo capogruppo alla Camera dopo che Ignazio La Russa è stato nominato coordinatore lo scorso luglio. Il partito ha scelto Gianfranco Anedda, il candidato segnalato da Fini che sottolinea "la sostanziale unità strategica del partito" a dimostrazione del fatto che i problemi per la Casa delle libertà non derivano dalla "dialettica interna ad Alleanza nazionale".


Nasce "Italia Sociale"
Ansa 4 Gennaio 2004
'Non stiamo piu' zitti', proclama Francesco Storace in un nuovo editoriale sul suo sito internet www.storace.it . E annuncia la nascita di 'Italia sociale', associazione orizzontale collegata federativamente alla lista Storace, per radunare attorno al simbolo del cuore tricolore tanta gente che vuole tornare a coltivare una speranza di destra'. Il battesimo e' a Macerata: poi il 17 a Genova, il 18 a Massa Carrara, il 24 a Perugia, il 28 in Molise e il 31 a Catania.

Immagini tratte dal sito web STORACE TV
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