Nata a Rovigo, soprano
Diplomata al conservatorio B. Marcello di Venezia con Iris Adami Corradetti. Debutta a Mantova nel 1969 in Bohème e l'anno seguente in Il Trovatore al Teatro Regio di Parma.
Nel 1971 vince il concorso Voci verdiane della Rai. Da allora canta in tutti i più prestigiosi teatri del mondo. Agli inizi come soprano verdiano, per il colore particolare della voce, affronta Giovanna d'Arco, Suor Angelica, Il Corsaro, I Due Foscari, Otello, Simone Boccanegra, Don Carlos, Ballo in Maschera, Messa di Requiem, Luisa Miller, Traviata, Rigoletto, Capuleti e Montecchi, Anna Bolena, Lucrezia Borgia, Maria di Rudenz, Don Giovanni.
Negli anni successivi affronta anche il repertorio rossiniano, per le straordinarie agilità che possiede, in Semiramide, Tancredi, Donna del Lago, L'Assedio di Corinto, La Gazza Ladra, Il Viaggio a Reims, Bianca e Falliero, Armida.
Con Placido Domingo e la regia di Franco Zeffirelli, è Desdemona nel film di Otello.
Dal 1990 affronta opere come: Medea, Andrea Chenier, Adriana Lecouvreur, Werther, Fedora, Orfeo ed Euridice, Agrippina, Barbiere di Siviglia e Cenerentola.
È diretta dai più grandi direttori: H. Von Karajan, C. Davis, J. Levine, C. Abbado, L. Maazel, R. Muti, Metha, Giulini, Pretre e Gavazzeni.
Intensa la sua attività concertistica con gli archi della Scala, Solisti veneti, I Virtuosi, Esemble le vivaldiane. La sua duttilità artistica la porta ad affrontare anche l'operetta con: La vedova allegra, Eva di Lehar. Incide in prima mondiale l'opera Amica di Mascagni (1996).
Ha inciso più di trentasei opere complete più oratori, duetti, arie, recital.
Nel 1994 in occasione dei venticinque anni di carriera, è insignita del titolo di Kammersinger a Vienna, e di Gran ufficiale della repubblica italiana. Grande da sempre l'interesse e l'impegno concreto verso i giovani cantanti; istituisce nel 1991 l'Accademia lirica internazionale di Katia Ricciarelli, seguendo personalmente gli artisti migliori. Grande anche il suo impegno sociale: è madrina dell'Associazione Thalassemici e molto spesso partecipa a concerti a scopo benefico anche per altre associazioni.
La lirica è spesso emarginata nel mondo giovanile. Volevo chiederle qual è il rapporto tra la lirica e i giovani...
Mah, io personalmente faccio di tutto per attirarli nella rete e adoro, insomma, che nella lirica ci sia la presenza dei giovani . A Lecce, per esempio, dove ho diretto il teatro per sette anni, ho una media di cento giovani a sera, che poi ritornano , che sono entusiasti di venire a vedere uno spettacolo.
E’ chiaro che li devi andare a scovare anche, non è che puoi stare lì ad aspettare che vengano; vanno educati , vanno portati a teatro, devi andare nelle loro scuole, parlare con i loro professori, con i loro docenti e spiegare loro l’ opera e successivamente farli venire a teatro .
Quindi, il fatto che si sentano emarginati dipende tutto da noi grandi
Forse manca un po’ di cultura scolastica a riguardo...
Diciamo che manca la buona volontà soprattutto… da parte di alcuni insegnanti che dovrebbero dire: “ Ragazzi, andiamo! Vi portiamo a vedere un’ opera “. Poi, la prova è questa, quando vengono sono contenti, a loro piace tantissimo, quindi vanno educati.
Certo, se li porti per la prima volta a vedere cinque ore di Wagner è un po’ dura; oppure Strauss, un’ opera in tedesco, di cui non capiscono nulla. Però se li porti per mano a vedere delle cose accessibili a tutti, quindi anche ai giovani, si potrebbe riuscire nell’ intento.
Ma il compito, credimi, è nostro ( nostro nel senso di adulti) ; siamo noi che dobbiamo pensare a questo , perché abbiamo bisogno di un pubblico nuovo, non possiamo vivere sempre degli stessi.
Quelli che vanno a teatro da tanti anni devono avere l’ accortezza e la delicatezza e la predisposizione a portare i giovani a teatro. E’ compito nostro.
Questa iniziativa di riportare le grandi opere liriche dell’ Ottocento a teatro potrebbe avvicinare i giovani?
Sì, avvicinerà sicuramente i giovani, ma soprattutto darà la gioia a questi centri non grandi, a questi teatri non grandi, ma straordinari, di vedere il teatro dell’ Ottocento rivivere; rivivere con l’ emozione che solo la grande opera può dare.
Solo la grande opera dà l’ entusiasmo, il friccicorino, come si dice, delle grandi emozioni; perché le opere barocche sono straordinarie però c’è sempre un velo
Freddezza?
… di freddezza, è chiaro no? E’ come fare il bagno nel ruscello d’ acqua fresca, ecco, che dà una bella sensazione però…
Invece le emozioni che ti dà la grande opera sono straordinarie.